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Il blog di Beppe Giuliano Monighini. Dal 2003
5 novembre 2004
Le fotografie (il 6 novembre di dieci anni fa)

C'è questa cosa delle fotografie, che m'han detto in tanti.
Che di tutto quello che han perso, alla fine, è per le fotografie che gli dispiace di più.
È vero, m'han detto, lo schifo del fango, e la puzza del gasolio da riscaldamento che s'è mischiato con l'acqua, e quell'odore lì te lo tieni nel naso per sempre, e ancora lo ricordiamo noi che stavamo nell'altra metà della città, quella che s'è salvata.
E l'umidità che torna sempre fuori: hai tanto di dare il bianco, mi dicevano, ma le macchie dell'umidità non le copri più, la prima volta che piove stai sicuro torneran fuori.
Però le cose poi te le ricomperi, se vuoi. Le fotografie no, quelle non te le ricomperi più. Le fotografie dei vecchi dei miei vecchi, m'han detto in tanti, l'unico ricordo di loro che m'era rimasto. O di quando sono andato a Finale con mia moglie, che allora era la mia fidanzata e era bellissima, con quarant'anni in meno e i capelli lunghi, color del rame. E la fotografia dei gemelli appena nati, che oggi sono tutti e due sposati e per fortuna sono andati a stare via, a loro non gli è entrato tre metri d'acqua in casa a portarsi via tutto.

Era domenica, il 6 novembre di dieci anni fa. Pranzavo dai miei. La televisione era accesa su Rai1, c'era il programma di Fazzuoli.
Domenica. A pranzo dai miei. La tivù su Rai1. Non me lo ricordo, ma mia madre doveva aver fatto il risotto alla milanese. Per forza.
Sorvola con l'elicottero il Piemonte, Fazzuoli. Pioveva da giorni, è vero, ma ancora non c'eravamo resi conto che stesse venendo un'alluvione, qui da noi. Sorvola con l'elicottero il Piemonte e l'ultima immagine, quando già scorrono i titoli di coda, mio padre la riconosce: la torre di Masio, e tutt'attorno l'acqua del Tanaro. Capiamo in quel momento che sta venendo un'alluvione, qui da noi.
Dopomangiato vado a vedere i ponti, dico ai miei, vado a vedere quanto è alto il Tanaro. Dopomangiato vado verso i ponti con l'errequattro. Mi fermano i vigili, prima di corso Felice Cavallotti, mi fan segno di tornare indietro. C'è l'acqua che corre lungo il corso. Provo a andare dall'altra parte, sulla circonvallazione verso il campo del futbòl. Mi fermano i vigili dal bar Felice. Agli Orti è un disastro, mi dice uno.

"Quando c’é stata l’alluvione ad Alessandria, qualche anno fa, sono andato a fare foto. Mi sono sentito uno sciacallo. La gente aveva piacere che fotografassi, per loro ero una speranza..." ho trovato scritto sul sito web di un fotografo.
Quelle fotografie non ci sono, sul sito web. Peccato.
La gente aveva piacere che si fotografasse quel che era successo. Che non ci si poteva crederlo, se non lo si vedeva.

 I camion che dal parcheggio della Mino son finiti a sfondare le vetrate del centro congressi, un centinaio di metri più in là. Le carcasse dei bovini galleggianti nell'acqua (ne è morto qualche migliaio, han contato). Lo schifo del fango, e la puzza del gasolio da riscaldamento che s'è mischiato con l'acqua. Quell'uomo che esce dalla finestra e sale sul tetto, appigliandosi a un palo e a qualche minima sporgenza, nel filmato amatoriale (Madonna, adesso cade, cade, si sente dire una angosciata di fianco a quello che, dal balcone di fronte, riprendeva). Il Moccagatta sommerso di fango. Le corriere dell'Arfea semidistrutte, allineate lì, nel piazzale, per mesi dopo. Tredici portati via, han contato: i corpi ritrovati tempo dopo, più a valle. Elicotteri, mezzi anfibi, messi in salvo nella notte o il giorno dopo quelli che han potuto rifugiarsi sui tetti, mezza città senza luce illuminata dalle fotocellule, gli alpini con le loro cucine da campo e i badili, il sabato dopo tanti a spalare. Il nuovo prefetto con la giacca a vento viola della protezione civile, la ricostruzione, i finanziamenti e le difficoltà a rimborsarli, il processo alle autorità. La città che nella ricostruzione s'è come spostata, nuovi ponti edificati o solo progettati...

...le fotografie. Quante fotografie perse.
Che senza le fotografie è come se certe cose non ci fossero proprio più.

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Le immagini mi sono state fornite, con la consueta squisita cortesia, da Mauro R. (lo ringrazio).




permalink | inviato da il 5/11/2004 alle 10:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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