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Il blog di Beppe Giuliano Monighini. Dal 2003
2 dicembre 2011
Ne abbiamo viste cose, e giocatori...
...noi tifosi grigi, in tanti anni al Moccagatta, ahinoi

Proviamo a cambiare prospettiva e fare la squadra dei peggiori del secolo, almeno quelli visti di persona, in coincidenza con l'uscita del bellissimo libro di Mimma Caligaris sulle 100 partite di un secolo di futbòl alessandrino, un libro scritto con grandissima competenza e altrettanto cuore (grigio, naturalmente).
Come dice Mimma, "la squadra che non avresti mai voluto vedere".
E infatti nella mia mancano del tutto gli anni sotto alla C2, che semplicemente non sono mai esistiti.
Ecco dunque i miei "terribili-11":

Lucetti. Mai visti portieri davvero scarsi, al Mocca. Pesa per lui, che scarso non era, la super-papera al natalpalli

Panizza. Nella peggior squadra degli anni ottanta,due giovani del vivaio che non sono all'altezza. Oscar Valeri e, con la sua testa rossa, appunto Panizza

Cozza. L'espulsione al 5' della finale playoff. Punto

Maniscalco. Le gote rosse, l'emozione che regolarmente lo tradisce mentre sbuffando come un mantice corre dietro un pallone sempre un po' più in là. Un cambio: Bellacomo. Ne abbiamo visti di giocatori bassi di statura, nessuno basso come lui

Meazza. Un duo di salvatori, in prestito dai nerazzurri, lui anche per motivi affettivi. Risultato: disastro


Albinelli. Piedi di marmo ne abbiamo visti, lui però dopo trent'anni la vince ancora su tutti

Pagano. Che poi farà una signora carriera, compreso un gol a San Siro alla Inter del Trap. Però del suo anno qui ricordiamo corse ad ampie falcate, regolarmente il pallone lasciato indietro (oltre a una scritta non politically correct sul muro di via Bergamo, che lo unisce a Cavaglià)

Marmaglio. L'altro del duo con Meazza. Il giocatore più lento mai visto, e anche di piedilenti ne abbiamo visti diversi. Con quelle braghe sotto il ginocchio che lo fanno sembrare un filmato degli anni trenta. Rigorosamente al ralenty

Pelatti. Basta lo score stagionale: zero gol fatti, pochi sbagliati perché il futbòl (come dicono i vecchi tifosi) non lo prendeva quasi mai. Un cambio: il bomber Cordelli. Passa come una meteora (un tempo, un tiro, un pallone oltre la Nord, nei campi da tennis), lo consegna alla memoria la mitica intervista con la giovane giornalista: so fforte de destro, so fforte de sinistro, so fforte de testa, nzomma so fforte de tutto

Volpato. Pesa il ricordo del gol sbagliato al 90' dell'ultima dell'ultimo campionato di B, che ci avrebbe consegnato la salvezza. Terzo e ultimo cambio: Didonè. Il Baggio comasco che trascorre l'anno tra la panchina e, soprattutto, il letto di un'accogliente signora

Frara. Gambe cortissime, testa enorme. Sembra un cartoon. Con gambadisedano Marchetti costituisce la più improbabile delle coppie d'attacco, in un anno in cui comunque si sfiora la promozione




permalink | inviato da GrandeTaxiGiallo il 2/12/2011 alle 7:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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