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Il blog di Beppe Giuliano Monighini. Dal 2003
10 ottobre 2012
Scorcio di Paesaggio americano

SMALL TOWN SATURDAY NIGHT


“Ehi, non serve correre così forte, tanto non c’è nessun posto dove possiamo andare.”
Il tipo, Marlon, forse sorride sotto il suo cappello da cowboy. Di certo non rallenta. Continua a correre a no
vanta miglia l’ora.
Non so se si c
hiama davvero Marlon, ma io ho deciso così. Sembra un Brando giovane, terribilmente fascinoso.
“Il mondo è piatto. Deve essere piatto... la gente che lascia Deadwood non ci torna mai. Appena dopo i segnali del confine della città, precipitano in una specie di canyon. Katie Lee è andata via lo scorso anno, e nessuno ne sa più niente. Fosse diventata una star del cinema... Katie Lee era la più bella di noi ragazze di Deadwood, il cinema avrebbe fatto uno strappo alla regola, e invece di ridare film con Elvis che tutti abbiamo visto tre volte...”
Marlon imperturbabile continua a correre, filato; probabilmente senza ascoltare.
“Anche Vince e Bobby non sono più tornati... beh, è probabile che siano dentro da qualche parte per furto d’auto, quei due...”
Sono una stupida ragazzina di diciannove anni che parla troppo, lo so.
Il tipo col cappello da cowboy era da Harlan’s, stasera. Mai visto prima.
Mentre cantavo ‘She’s In Love With The Boy’ non ha tralasciato un attimo di fissarmi. Canto bene, io.
“Se potessi lasciare questa città, se potessi lasciare il lavoro alla fabbrica, se potessi andare a Nashville...”
Forse Marlon mi ci porta, a Nashville. Forse. Devo parlare meno, accidenti, se no mi scarica, questo.
“Ehi, stai mica pensando di scaricarmi, tu? Non voglio che mi scarichi. Mi hanno scaricata troppe volte...”
Magari mi ascoltasse. Magari rallentasse. Gli farei prendere la strada che va giù al fiume.
“Ehi, non serve correre così forte, cowboy. C’è la strada che va giù al fiume...”
Magari non sarà quello che mi porta via da qui, che mi porta a Nashville, ma almeno che sia quello che mi si fa, stanotte.
“Ehi, se devi continuare a stare zitto...”
E se deve continuare a stare zitto, almeno che sia forte perché ne ho bisogno, cazzo.
“Ehi, che c’è da guardare?” Marlon non guarda me, non guarda i miei capelli un po’ troppo biondi per essere naturali, ma continua a sbirciare nel retrovisore.
“Luci.” Se ha aperto la bocca, o l’ha anche solo mossa, per dirlo, io non me ne sono accorta.
“Ehi, anche a Deadwood c’è qualche macchina in giro, il sabato sera. Sarà...”
“Fanno i fari. Ce l’hanno con noi.”
“Se è lo sceriffo, non preoccuparti, cowboy. So alcune cose di lui... di quelle cose, se capisci...”
Non è lo sceriffo. Non è dello sceriffo l’auto che ci affianca. È il vecchio macinino di Sam.
“Sam. È sicuramente pieno a quest’ora. Me la farei sotto ad andare in macchina con lui, a questa velocità. E quella col rossetto troppo rosso…”
…Lucy, che aspetta solo che uno la raggiunga sul sedile di dietro.
Cazzo. Il terzo seduto di fianco a Sam è Mitch. Guai in vista.
“Non è che sia il mio uomo, Mitch, non è che stiamo proprio proprio insieme. È lui che se l’è messo in testa, ma io...”
“Dio santo.” Marlon l’ha aperta la bocca, stavolta. E si è tolto il cappello da cowboy. È un po’ stempiato. È visibilmente preoccupato. Mitch ci punta una pistola e ride.
“Sta tranquillo; è pazzo, Mitch, ma non è il tipo che spara... Sei pazzo Mitch - gli urlo - piantala, metti via quella pistola!”
Mitch continua a puntarcela. Marlon ha chiuso gli occhi, mi sembra. Ripete “Dio santo” appena un attimo prima che Mitch faccia fuoco.
La macchina sbanda, in uno stridore di ruote, senza perdere velocità, si mette su un fianco, sprigiona scintille sfregando sull’asfalto, si cappotta, una due troppe volte...


canzoni suggerite:
“small town saturday night” pat alger
“trouble” elvis presley
“she’s in love with the boy” trisha yearwood
“burma shave” tom waits

 




permalink | inviato da GrandeTaxiGiallo il 10/10/2012 alle 7:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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