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Il blog di Beppe Giuliano Monighini. Dal 2003
13 dicembre 2012
Un nuovo taxi per il vecchio blog
Tocca cambiare modello, con un po’ di dispiacere e patema
Ora il taxigiallo sarà qui


Il vecchio taxi rimane invece parcheggiato, comunque
(e se mi riuscirà mai, come accessorio del nuovo inserirò qualche vecchio post a cui voglio un po’ di bene)





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7 dicembre 2012
Tutti possono cambiare
Conoscevo poco le canzoni di Vic Chesnutt, e nemmeno bene anche tutte le sue sofferenze, devo dire
Ora mi sono ampiamente rifatto grazie al concerto dei Cowboy Junkies, e questa scoperta tardiva mi sta riempiendo di gioia musicale
Una cosa che ho notato solo oggi, invece, è che condivide la data di nascita con Neil Young. Buon giorno per i cantautori folli, il 12 novembre, pare






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29 novembre 2012
Confini


Splendide fotografie di vecchie dogane di confine europee, oggi abbandonate, di un fotografo polacco, Josef Schulz, sul sito di Il Post.
Da ammirare. Anche per rilassarci un po' e pensare che il mondo prosegue oltre i nostri confini sempre troppo stretti e chiusi.





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27 novembre 2012
Fermo all'incrocio di Villanova


Oggi compirebbe 70 anni Jimi Hendrix, leggo.
Invece si fermò a 28, nel 1970, età maledetta e momento maledetto (Janis, Jimmorrison...).
Fine per consunzione di molti "miti" della breve folgorante illusoria stagione del potere dei fiori, della pace della musica e dell'amore.
Non ce li possiamo neanche immaginare settantenni, no?
(e vedere gli Stones settantenni sul palco, di questi giorni, non fa che confermarcelo).

Quando Jimi suonò a Woodstock, in un'alba stanca, sporca e abbandonata, la sua musica non lo convinceva più, le note che uscivano dalla sua chitarra non suonavano bene nella sua testa, niente stava andando come lui avrebbe voluto.
Eppure risento questo pezzo da quando, ragazzino, misi sul piatto per la prima volta il triplo ellepì, e questa improvvisazione (che in realtà non lo è) sempre (sempre!) mi rapisce.
Se davvero esiste la magia, se davvero è mai esistito un Merlino, ecco questo brano lo sta suonando un Merlino.
Fermo, per sempre ventottenne, nella sua personale foresta di ghiaccio.
All'incrocio di Villanova.







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25 novembre 2012
Le primarie si vincono sempre


Sono stanco (parecchio). Di quella stanchezza piacevole, gioiosa.
Quella che ti lascia una giornata molto bella.
Al seggio di Rivalta sono venute a votare 230 persone.
Tutte sorridenti, tutte felici di partecipare, anche quando hanno dovuto aspettare quel po' di minuti.
Le primarie si vincono sempre.




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22 novembre 2012
Song to Margo


Ho visto i Cowboy Junkies. Finalmente. Dovevo andare 23 anni fa, a Torino, è invece stato ieri sera a Rivoli. Poca strada, per un paio di decenni, ma ne è valsa la pena.
Uno dei concerti che ricorderò con maggiore piacere: per le canzoni, per l'atmosfera, per la voce e il fascino di Margo, per la chitarra limpidissima di Michael...
Ho lasciato - a malincuore - la Maison Musique (gradevole scoperta) con i cd della 'Nomad series', e da ieri sera non smetto di ascoltare 'Demons', tutto dedicato a Vic Chesnutt




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20 novembre 2012
Jodie
"Caro signor Bickle, non so dirle quanto mia moglie e io siamo lieti della notizia che lei si sta rimettendo ed è in via di guarigione. Volevamo venirla a trovare in ospedale quando siamo venuti a New York a prendere Iris..."
Compie 50 anni Jodie Foster, e mi pare scontato ricordare che qui la si adora (anche per ragioni professionali)





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13 novembre 2012
La mia generazione (e la prossima)


"Creiamo le condizioni perché ci sia una nuova generazione al governo che abbia in mente una cosa e una soltanto: il benessere di quella successiva."

Non vorreste anche voi che chi lo scrive diventasse il prossimo segretario del vostro partito?




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11 novembre 2012
L'Ultimo Valzer del Novecento
Due film della mia formazione, stamattina, più o meno in contemporanea, sui canali di cinema.
L'ultimo valzer lo vidi tra le medie e le superiori, due pomeriggi consecutivi di settembre, al Moderno.
Con F* tornammo a risentire le canzoni, a rivedere i chitarristi, soprattutto Clapton lì eccezionale (e come si direbbe ora, sciallato) in 'Further On Up The Road'.
Allora mi innamorai di miss Joni, un amore che dura tuttora, e tuttora mi emoziono quando risento 'Coyote'.
E Impiegati di Pupi Avati, poi. Lo vidi, invece, all'inizio dell'università, e mi dissi con forza che mai e poi mai avrei passato la mia vita lavorativa, la mia vita, nelle stanze di una banca (quando poi ci entrai, in una banca, neo-laureato, "evasi" appena mi fu possibile, dopo pochi mesi, sentendomi un po' Papillon il giorno che me ne andai per non più tornare).
Rivedendolo m'è venuto da chiedere (l'ho fatto con un tweet) se qualcuno ancora ricorda Nik Novecento.
Io lo trovavo anche un po' stupido, nei suoi interventi al Maurizio Costanzo. La sua morte ingiusta e crudele, da ragazzino praticamente mio coetaneo, mi toccò profondamente, e mi sentivo pure in colpa per quel che avevo pensato di lui.





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7 novembre 2012
Pippo Civati a Rivalta, venerdì 9 novembre, ore 18


La Rivendicazione della Politica e
10 Cose Buone per l’Italia che la Sinistra deve fare subito

Giuseppe Civati a Rivalta Bormida,
venerdì 9 novembre alle 18

 Astensionismo in fortissima crescita, rifiuto della politica da parte di chi è bollato come “antipolitico” da molti attori della politica istituzionale. Soprattutto, soluzioni diverse che dobbiamo immaginare, la riforma del sistema attuale e la sua moralizzazione.
«
Lo stesso mondo in cui viviamo, se ci si pensa, è diventato utopico a sua volta, perché sfuggono alla comprensione dei più i luoghi dove si prendono le decisioni, le scelte che determinano la vita della nostra società e il suo standard di qualità e di benessere.
Ciò comporta il sorgere di fenomeni politici inediti che non sono più accidentali ma che interrogano in profondità la politica stessa. Fenomeni dai quali, come spesso accade quando il motore è il disagio che segue all’ingiustizia, muove un grande disordine.
»
Di questo tratta “La rivendicazione della politica”, l’ultimo recente libro di Giuseppe Civati che l’autore presenta venerdì 9 novembre alle 18 a Palazzo Bruni di Rivalta Bormida.
Una scelta non casuale il paese delle radici e dell’infanzia di Norberto Bobbio dove il filosofo ha scelto di riposare, per un ragionamento sulla politica oggi, e soprattutto sul futuro. «Creiamo le condizioni perché ci sia una nuova generazione al governo che abbia in mente una cosa e una soltanto: il benessere di quella successiva.»
Questo passaggio è invece tratto da “10 cose buone per l'Italia che la sinistra deve fare subito”, altro recente volume di Pippo Civati, anch’esso oggetto dell’incontro per i temi affrontati, dalla corruzione zero a una profonda riforma fiscale, dall’uguaglianza al suolo bene comune, dalla cultura del futuro (appunto) all’innovazione: con proposte di soluzioni.

L’incontro è organizzato nell’ambito del “mese democratico” dal PD della provincia di Alessandria e dal circolo di Rivalta Bormida.

 Giuseppe Civati, monzese, classe 1975, è consigliere regionale della Lombardia. Tra le molte iniziative politiche di cui è protagonista c’è “Prossima Italia”, movimento di persone che vogliono contribuire all’innovazione della politica, attraverso l’uso di mezzi, linguaggi e modelli di partecipazione nuovi.





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6 novembre 2012
Le fotografie, ancora (e ogni 6 novembre)


L'avevo scritto anni fa (ne erano passati dieci, allora, dall'alluvione del 6 novembre 1994)
"C'è questa cosa delle fotografie, che m'han detto in tanti.
Che di tutto quello che han perso, alla fine, è per le fotografie che gli dispiace di più..."
Continua a leggere qui





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3 novembre 2012
Education (e una grande speranza)


Un bambino per metà nero, nato alle Hawaii da una ragazza madre...



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2 novembre 2012
Sogno di una stella – Gregory Corso sogna Ted Williams

Ho sognato Ted Williams
piangente nella notte,
davanti alla Torre Eiffel

Era in divisa
con la mazza ai suoi piedi
nodosa e delicata

Aveva preso la mazza con le mani aperte
mettendosi in posizione, come se fosse nel box
e rideva! scaricando la sua collera di ragazzo
verso un invisibile mound
aspettando, fino in fondo, il lancio dal paradiso

Arrivò, ne arrivarono centinaia, tutti rapidissimi
E girò, girò, girò senza colpirne nemmeno uno,
sinker, curva, dritti in mezzo al piazzo
un centinaio di strikes!

l'arbitro vestito in uno strano abito
esplose il suo verdetto: SEI OUT !!
L'inorridito boato dei fantasmi degli spettatori
si disperse tra gli arabeschi di Notre Dame.
E io urlai nel mio sogno
Dio! tiragli il tuo lancio misericordioso!
Annuncia il colpo della mazza!
saluta une bella valida a sinistra!
Sì: il doppio, il triplo!
Osanna: il fuoricampo!


"Dream of a Baseball Star"  di Gregory Corso è stata pubblicata per la prima volta in The Happy Birthday of Death (New York: New Directions, 1960).



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18 ottobre 2012
Post

Quelli che... aprono un blog per insultare, minacciare,ricattare (oh yeah) devono solo essere ignorati, e non gli si deve dare importanza neanche scrivendo poche righe, lo so; ma un particolare, tra molti,m’ha colpito nell’infame attacco a Mauro.
L’uso aggressivo, violento, accusatorio di “post-comunista”(tra l’altro, con uno che comunista non lo era neanche quando avevamo vent’anni).
Ora, solo citando alcuni fatti (ripeto fatti):
- durante il ventennio (quello originale) i comunistivenivano incarcerati, confinati, esiliati. Stavano tra le vittime non con icarnefici;
- e mentre i carnefici di Salò e dintorni insieme ai nazististerminavano, deportavano, distruggevano quella stessa Patria che citano semprecome il loro “valore”, tanti ragazzi e ragazze, anche tanti ragazzi e ragazzecomunisti che stavano dalla parte giusta, morivano per la libertà. Quelli cheusano “post-comunista” come un insulto si rileggessero le lettere deicondannati a morte della resistenza. Se, come temo, non gli riuscirà dicommuoversi, potranno guardarsi allo specchio e chiedersi “se questo è un uomo”;
- quando venne scritta la splendida Costituzione della Repubblica Italiana i comunisti svolsero un ruolo molto importante, anche dimostrando ampiamente il senso dello Stato (devo citare l’art. 7?);
- nei giorni del sequestro e dell’uccisione di Aldo Moro i comunisti dimostrarono ancora una volta, con tragica serietà, cosa significa senso dello Stato.

Il Partito Comunista Italiano è morto, se lo ricordi chi usa"(post-)comunista" per insultare con un misero artificio retorico, ametà degli anni ottanta, sul palco di un comizio, a Padova. Io, che comunistanon lo sono stato mai, ricordo il pianto di T., mia compagna allora, mio amore,ragazza che non ho altrimenti visto piangere mai (anche quando ce n’era ottimomotivo), il giorno dei funerali di Berlinguer. E ricordo il pianto di suopadre, un emiliano durissimo, che i suoi sentimenti non li mostrava mai,oltretutto in presenza di estranei (come io ero, per lui, forse anche perchénon ero comunista). Il giorno in cui il PCI è morto io ho capito ilsignificato, l’importanza, il valore di una storia, di un’appartenenza.

Charlie Chaplin, lo sapete, venne perseguitato nel periododel “maccartismo”, della “caccia alle streghe” - Stati Uniti, una sessantina (60,eh) di anni fa: anche allora qualcuno usava “comunista” come un’accusa, e lastoria insegna come è andata. Addirittura, qualcuno arrivò a accusarlo diessere, oltre che comunista, ebreo (sic!). E lui rispose con una frasefantastica, che credo adatta per rispondere a chi ti accusa di comunismo,Mauro:
“mai avuto questo onore”.




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10 ottobre 2012
Scorcio di Paesaggio americano

SMALL TOWN SATURDAY NIGHT


“Ehi, non serve correre così forte, tanto non c’è nessun posto dove possiamo andare.”
Il tipo, Marlon, forse sorride sotto il suo cappello da cowboy. Di certo non rallenta. Continua a correre a no
vanta miglia l’ora.
Non so se si c
hiama davvero Marlon, ma io ho deciso così. Sembra un Brando giovane, terribilmente fascinoso.
“Il mondo è piatto. Deve essere piatto... la gente che lascia Deadwood non ci torna mai. Appena dopo i segnali del confine della città, precipitano in una specie di canyon. Katie Lee è andata via lo scorso anno, e nessuno ne sa più niente. Fosse diventata una star del cinema... Katie Lee era la più bella di noi ragazze di Deadwood, il cinema avrebbe fatto uno strappo alla regola, e invece di ridare film con Elvis che tutti abbiamo visto tre volte...”
Marlon imperturbabile continua a correre, filato; probabilmente senza ascoltare.
“Anche Vince e Bobby non sono più tornati... beh, è probabile che siano dentro da qualche parte per furto d’auto, quei due...”
Sono una stupida ragazzina di diciannove anni che parla troppo, lo so.
Il tipo col cappello da cowboy era da Harlan’s, stasera. Mai visto prima.
Mentre cantavo ‘She’s In Love With The Boy’ non ha tralasciato un attimo di fissarmi. Canto bene, io.
“Se potessi lasciare questa città, se potessi lasciare il lavoro alla fabbrica, se potessi andare a Nashville...”
Forse Marlon mi ci porta, a Nashville. Forse. Devo parlare meno, accidenti, se no mi scarica, questo.
“Ehi, stai mica pensando di scaricarmi, tu? Non voglio che mi scarichi. Mi hanno scaricata troppe volte...”
Magari mi ascoltasse. Magari rallentasse. Gli farei prendere la strada che va giù al fiume.
“Ehi, non serve correre così forte, cowboy. C’è la strada che va giù al fiume...”
Magari non sarà quello che mi porta via da qui, che mi porta a Nashville, ma almeno che sia quello che mi si fa, stanotte.
“Ehi, se devi continuare a stare zitto...”
E se deve continuare a stare zitto, almeno che sia forte perché ne ho bisogno, cazzo.
“Ehi, che c’è da guardare?” Marlon non guarda me, non guarda i miei capelli un po’ troppo biondi per essere naturali, ma continua a sbirciare nel retrovisore.
“Luci.” Se ha aperto la bocca, o l’ha anche solo mossa, per dirlo, io non me ne sono accorta.
“Ehi, anche a Deadwood c’è qualche macchina in giro, il sabato sera. Sarà...”
“Fanno i fari. Ce l’hanno con noi.”
“Se è lo sceriffo, non preoccuparti, cowboy. So alcune cose di lui... di quelle cose, se capisci...”
Non è lo sceriffo. Non è dello sceriffo l’auto che ci affianca. È il vecchio macinino di Sam.
“Sam. È sicuramente pieno a quest’ora. Me la farei sotto ad andare in macchina con lui, a questa velocità. E quella col rossetto troppo rosso…”
…Lucy, che aspetta solo che uno la raggiunga sul sedile di dietro.
Cazzo. Il terzo seduto di fianco a Sam è Mitch. Guai in vista.
“Non è che sia il mio uomo, Mitch, non è che stiamo proprio proprio insieme. È lui che se l’è messo in testa, ma io...”
“Dio santo.” Marlon l’ha aperta la bocca, stavolta. E si è tolto il cappello da cowboy. È un po’ stempiato. È visibilmente preoccupato. Mitch ci punta una pistola e ride.
“Sta tranquillo; è pazzo, Mitch, ma non è il tipo che spara... Sei pazzo Mitch - gli urlo - piantala, metti via quella pistola!”
Mitch continua a puntarcela. Marlon ha chiuso gli occhi, mi sembra. Ripete “Dio santo” appena un attimo prima che Mitch faccia fuoco.
La macchina sbanda, in uno stridore di ruote, senza perdere velocità, si mette su un fianco, sprigiona scintille sfregando sull’asfalto, si cappotta, una due troppe volte...


canzoni suggerite:
“small town saturday night” pat alger
“trouble” elvis presley
“she’s in love with the boy” trisha yearwood
“burma shave” tom waits

 




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6 ottobre 2012
Taxigiallo leggero leggero
Che qualche volta si ha pur bisogno di westcoast, o di una divertente colorata e ben fatta canzoncina pop...





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2 ottobre 2012
45
Nel senso di giri, nel senso di anni fa...





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21 settembre 2012
Co-taxigiallo
Questo taxigiallo domani, sabato 22 settembre, e domenica 23 settembre, è a Espresso Coworking, conferenza nazionale di coworking e lavoro, in Alessandria
Ah, la mia città ospita un'iniziativa notevolissima, smentendo molti luoghi comuni, e
"Internet gratis in tutta la città nel weekend di Espresso Coworking"
Qui il programma
Qui i relatori



Da lunedì, poi, si va a Torino, al Social Media Week.
Lunedì alle 16 a "Smart city e smart conversation: il valore dei social network e della conversazione online. Trasparenza, obbligo o necessità?"
(c'è anche Pippo Civati)



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20 settembre 2012
Ho una nuova teoria per me la gente vola


L'ultimo volo dello Shuttle Endeavour, dalla Florida al Texas. Le foto, qui, sono fantastiche (da Il Post, naturalmente, come quelle altrettanto belle dell'Enterprise)



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18 settembre 2012
Il blues dell’ultimo treno



Ci sono un uomo e una donna, sul marciapiede del binario tre, nella stazione deserta, sul lato sbagliato della mezzanotte...

Andavo in questo locale, si chiamava Palomar, ci suonavano dal vivo il sabato. Capitavano lì musicisti abbastanza bravi da conquistarti per una sera, ma non abbastanza famosi da finire alla radio, a meno che li trasmettessi tu stesso, il lunedì dopo; comperavo regolarmente il loro ellepi, e la sigla che portava era tipo ‘0002’ perché quella casa discografica, con sede nella cantina o nel garage del musicista, durava il tempo di stampare poche copie di uno o due dei suoi dischi, e finiva ancor prima della storia d’amore con la donna che si chiamava sempre come l’etichetta: ci sono vinili della ‘Martha Records’, della ‘Gerardine’... sul ripiano riservato agli sconosciuti talentuosi sfortunati.
Ci andavo in quel periodo nebbioso. Lentamente finivo di studiare e non avevo una gran voglia di inquadrarmi. Il mio amore con T. appassiva e proprio non riuscivo a rendermi conto di come avrei potuto continuare a respirare mentre l’aria piano piano usciva fuori dalle stanze in cui entravo io.

Certa gente aspetta il denaro, certa gente aspetta l’amore, certa gente aspetta Gesù quando le cose si fanno difficili; ma nella stazione deserta, sul lato sbagliato della mezzanotte...

Suonavo ancora, allora, e ancora non avevo il coraggio di suonare davanti alle persone. Mi esercitavo, miglioravo, conoscevo sempre meglio il manico della mia chitarra, e non serviva se non a me stesso. Non avevo un garage o una cantina, altrimenti ci sarebbe in giro da qualche parte un perdibilissimo esemplare quasi unico, probabilmente registrato su una cassetta. Per fortuna non avevo un garage o una cantina.
Ricordo una cassetta registrata, e accidenti non la trovo più. Era di un tipo così sconosciuto da non avere, oggi, neppure la sua pagina sull’internet, neanche un solo sito dove qualcuno come me scrive poche righe su uno come lui, su un Peter qualchecosa che mandava in giro un perdibilissimo esemplare quasi unico registrato su una cassetta.
Avevo imparato due sue canzoni, so ancora suonare i ritornelli, una dice che certe le vinci, certe le perdi, certe semplicemente scivolano via. L’altra dice che va tutto bene a quelli che assomigliano a Steve McQueen, a quelli con l’aspetto di chi non ha mai attraversato una notte insonne.

...e lui cerca di sopravvivere, con le piccole cose che ha; tutti i suoi minimi fallimenti neanche finiscono tra le ultime notizie ma in quella stazione sola, a tarda notte...

Tengo premuto il tasto “fast forward-avanti veloce”, e quando lo rilascio cerco di resistere alla tentazione di guardare dove sono arrivato, se sono andato avanti, o se invece c’era la funzione “auto reverse” e ho girato un bel po’ in tondo.
Quello che ritrovo, di certo, sono gli ellepi sul ripiano riservato agli sconosciuti talentuosi sfortunati, e il ricordo della melodia di una canzone o due con cui, per una sera almeno, sapevano conquistarti.
Di solito era una canzone malinconica. Quasi tutte lo sono.
Una però iniziava male ma riusciva a finire bene, come se lui, quel Paul qualcosaltro, lui ne sapesse un po’ più degli altri.
Magari già sapeva che può davvero succedere che la stanza si riempie di aria da respirare, e di luce e di sole quando, inaspettatamente, si apre la porta e, camminando senza neanche sfiorare il pavimento, nella stanza entra lei.

Certa gente aspetta il denaro, certa gente aspetta l’amore, certa gente aspetta Gesù, quando le cose si fanno difficili; noi non possiamo aspettare per sempre, non abbiamo niente altro ancora da perdere, e allora perché non ce ne andiamo insieme fino alla fine dei binari, ce ne andiamo insieme col blues dell’ultimo treno.

*****
da ascoltare:
Last Train Blues, Paul Millns




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10 settembre 2012
I magnifici sei
 In Italia la pressione fiscale è più alta di quella di tutti i principali paesi europei, e a questo primato corrisponde una distribuzione del carico fiscale sfavorevole ai fattori di produzione e in particolare al lavoro. Il Partito Democratico deve impegnarsi a calare le tasse sui lavoratori e i ceti produttivi partendo da una riduzione dell’Irpef. Il finanziamento di questa riforma fiscale deve avvenire attraverso una riduzione della spesa pubblica e l’introdurre di una tassazione sui patrimoni finanziari delle famiglie più abbienti..
Il suolo libero, agricolo o coperto da vegetazione è una risorsa limitata e non rinnovabile del Paese e dei suoi cittadini. Con esso si produce cibo, si controlla il ciclo delle acque evitando disastri, si cattura anidride carbonica contribuendo a non peggiorare i cambiamenti climatici, si sostiene la biodiversità. Per questo, chiediamo che il Partito Democratico promuova una legge che tuteli gli spazi non urbanizzati, introduca il monitoraggio degli usi del suolo, incentivi il recupero degli immobili non utilizzati o sottoutilizzati e cancelli la legge che consente l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti dei comuni...
e poi il reddito minimo: "...ripensare la struttura degli ammortizzatori sociali, per trasformarli in strumenti di inclusione sociale delle categorie che oggi ne sono ancora esclusi, in particolare i giovani e le donne"...
l'incandidabilità "di tutti i condannati anche con sentenza non definitiva per gravi delitti non colposi"...
le alleanze alle prossime elezioni...
e il matrimonio gay "perché un Paese dove i diritti sono accessibili è un Paese migliore per tutti".

Per un Paese migliore per tutti ci sono i sei referendum che permettano a tutti gli elettori del PD (e a molti nuovi elettori del PD, speriamo) di esprimersi su tematiche politiche e di programma
(e se vi piacciono, cliccate "mi piace" su facebook)



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5 settembre 2012
Però

...a Alex Zanardi da Castel Maggiore glielo lascerei guidare volentieri il taxigiallo
(che magari me lo alza fino al cielo)




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28 agosto 2012
La stoffa giusta

L’ultimo viaggio di NeilArmstrong, e un articolo su quelli che sono stati sulla luna, mi han fatto tornare la voglia di rivedere ‘Uomini veri’, pessima traduzione dell’originale ‘The right stuff’ (perché allora non un maccheronico La stoffa giusta?), tratto dal libro di Tom Wolfe che racconta la storia dei Mercury-7, i primi astronauti del programma spaziale americano, e di Chuck Yeager, il primo pilota a volare alla velocità del suono.

Yeager lo fa ilmeraviglioso Sam Shepard mentre il General Chuck Yeager, come accreditato nei titoli di coda, proprio lui interpreta Frank, il proprietario del Poncho’s Place: “se calcolassi tutte le ore che vi ho passato in quegli anni, sarebbero più di quelle che ho speso in un cockpit” ebbe a dire lo stesso Yeager.




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20 agosto 2012
Nada y un posto pulito, illuminato bene

Di che aveva paura? Non era paura né terrore. Era un nulla che egli conosceva anche troppo bene. Era tutto un nulla e un uomo era nulla lui pure. Solo questo era e la luce era la sola cosa necessaria, ed un po’ di pulizia ed ordine. Alcuni in quel nulla vivevano senza averne coscienza mai, ma egli invece lo sapeva bene, che tutto questo era nada y pues nada y nada y pues nada. O nada nostro che sei nel nada sia nada il nome tuo nada il regno tuo e sia nada la tua volontà così in nada come in nada. Dacci oggi il nostro nada quotidiano e nada e noi i nostri nada come noi li nadiamo ai nostri nada e non nadare noi in nada ma liberaci dal nada; pues nada. Ave, nulla pieno di nulla, il nulla sia con te. Egli sorrise e si fermò davanti a un bar dove splendeva sotto la luce la macchina a vapore per il caffè espresso.
«Desiderate?» disse il barista.
«Nada
«Otro loco mas» disse il barista e si voltò dall’altra parte.

Avevo proprio bisogno di rileggerli, un'altra volta ancora.




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19 agosto 2012
C'hai provato almeno
Compie 76 anni, o 75, a seconda ci si fidi di wikipedia in inglese o in italiano (poco importa, e tra l'altro paiono portati splendidamente) Robert Redford, il mio attore preferito, anche per via di uno dei film che più mi hanno fatto amare il cinema, il giornalismo d'inchiesta e la politica, non necessariamente nell'ordine (il film è Tutti gli uomini del presidente, ovviamente).
Cinema, giornalismo e politica su cui è tornato alla grande, da interprete e da regista, in uno dei suoi film più recenti:



Professor Malley
: Ci sono persone che lottano per cercare di migliorare le cose.
Todd Hayes: Secondo lei meglio provare e non riuscire, che non riuscire a provare, giusto?
Professor Malley: Sì.
Todd Hayes: Ma qual è la differenza se il risultato non cambia?
Professor Malley: C'hai provato almeno






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13 agosto 2012
Tweets of London

Come cantava Ralph McTell (circa, quasi): Let me take you by the hand and lead you through the tweets of London (circa, quasi, l’avevo detto)
E siccome “twitter” è stata la nuova specialità olimpica di maggiore successo, ecco giorno dopo giorno una piccola storia delle Olimpiadi di Londra, per tweet

sabato 28 luglio – La ragazza velata


domenica 29 luglio – La ragazza cattiva


lunedì 30 luglio – La piccola

Ruta Meilutyte della Lituania, nata nel 1997, quindici anni compiuti da poco quindi, vince i 100 rana. Si commuove e ci commuove

martedì 31 luglio – Il tocco

Michael Phelps perde (e già questa è una notizia) all’ultimo tocco i 200 farfalla; allo stesso modo aveva vinto uno dei suoi innumerevoli ori alle Olimpiadi di Pechino. I nuotatori e le nuotatrici italiani, intanto, dopo tutto il “vedettismo” affondano come l’u-boot


mercoledì 1 agosto – Mi ci siedo sopra



giovedì 2 agosto – In punta di fioretto

E anche stavolta le tigri del fioretto hanno vinto, con ferocia, tutto quel che c’era da vincere

venerdì 3 agosto – Il diverso paio di scarpe


sabato 4 agosto – Drugo (non abita più qui?)


domenica 5 agosto – La Straneo

Che ad Alessandria d’ora in poi è soprattutto una maratoneta, non più solo una scuola

lunedì 6 agosto – Un gran giro di pista




martedì 7 agosto –Mosquito




mercoledì 8 agosto – L’ultimo tango della Generaciòn Dorada


giovedì 9 agosto – Sorriso d’oro



venerdì 10 agosto – Speranza solitaria

Hope Solo, portiere iùesei, un nome da Guerre stellari e una vita da film

sabato 11 agosto – Una poltrona per due

Dura scegliere tra Mo Farah che vince i 5000 dopo i 10.000 e Usain Bolt all’ennesima impresa (loro si sono anche scambiati i festeggiamenti, con Bolt che fa il Mo-bot e Farah arciere)




domenica 12 agosto – Hello Goodbye





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11 agosto 2012
At The Hop – La curiosa vicenda di Elmer Solly, il cantante Danny C

Uno dei gruppi minori che si guadagnò una notorietà grazie a Woodstock furono gli Sha Na Na, numeroso collettivo di revival del rock’n’roll, tra costumi in lamé dorato, brillantina e nostalgia degli anni ’50.
La loro vivace e adrenalinica esibizione con ‘At The Hop’ diede l’avvio a una carriera che continua tuttora (con altri momenti di celebrità grazie al film ‘Grease’ e a un programma televisivo nello stesso periodo a fine anni settanta).
Il numeroso e colorato ensemble (una dozzina di musicisti mediamente) vide ovviamente diversi cambi di formazione; per dire il chitarrista solista se ne andò nel 1970, e lo sostituì un Vinny Taylor, nato Chris Donald.



Negli stessi giorni in cui un’intera generazione viveva l’apice del proprio sogno di “pace e musica” sui prati della fattoria di Max Yasgur, a pochi chilometri di distanza un Elmer Edward Solly, ubriaco, in un accesso di rabbia uccise a botte Christopher, il bambino della sua ragazza, di soli due anni.
Solly fu condannato e incarcerato, sua madre e sua nonna sostennero fosse stato malmenato dalle guardie, quindi ottennero fosse trasferito in un carcere meno rigido, qui lo psicologo si prese a cuore la sua situazione, gli fece avere dei permessi per visitare la madre e durante una di queste visite, in cui era accompagnato solo dallo stesso psicologo, Solly evase.

Nel mese di giugno del’ 74, all’epoca dell’evasione di Elmer Solly, Vinny Taylor era morto da un paio di mesi, per una overdose.
Elmer, dopo numerose peripezie e cambi di identità, si trasferì in Florida, dove assunse (anche grazie a documenti falsi) la nuova identità di Daniel “Danny C” Catalano, nuovo nome d’arte dello stesso Taylor che, secondo quanto lui stesso diceva, aveva finto la propria morte.
Danny C divenne un protagonista della scena musicale del revival, in Florida, e visse la sua nuova esistenza fino alla fine degli anni novanta, quando le sue ricerche divennero un “cold case” con un detective del New Jersey che investigava; sua madre, l’unica che conosceva il suo segreto, morì rivelandolo al marito che aiuterà la polizia, mentre i veri Sha Na Na confermarono che questo Danny C non aveva mai suonato con loro.


Il detective ricostruì un identikit di Solly, invecchiato con la computer grafica di venticinque anni rispetto a una fotografia dei tempi della detenzione e ritrovò il fuggitivo... grazie al sito web di Danny C, il “bad boy” come si definiva, già cantante degli Sha Na Na.
Chissà se nel suo repertorio c’era ‘At The Hop’.



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9 agosto 2012
Back to the garden
Come molte nostre cose è nata per caso, e insomma Remo ha pubblicato sulla sua bacheca facebook un paio di video di Woodstock (quella vera, quasi mezzo secolo fa, accidenti), a me è venuta voglia di fare altrettanto, lui ha lanciato l'idea un video al giorno, in questi giorni in cui ricorre l'anniversario dei "tre giorni di pace e musica", io ho subito detto sì, per cui oggi sulle nostre bacheche ci sono i Jefferson Airplane e John B. Sebastian e domani... be', vedrete (se vi va, ovvio).

Intanto, m'è venuto in mente che miss Joni a Woodstock non potè andare (sì, proprio lei che ne ha scritto l'apologo) perché il suo manager la voleva al Dick Cavett Show.

Dove infatti andò e, insieme ai Jefferson Airplane, a David Crosby e a Stephen Stills, fu protagonista di quello che è ricordato come "Woodstock Show".

Che si può vedere su youtube, naturalmente, e anche qui sotto (ehi, merita!)...









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7 agosto 2012
Cinema d'agosto: un grande film civile


Me l'ero perso al cinema, l'ho recuperato (abbastanza casualmente).
Se ancora non l'avete visto, questo The Conspirator di Robert Redford merita!
Anche con grandi attori: il giovane James McAvoy, la splendida Robin Wright ex-Penn, un irriconoscibile Kevin Kline, il mio personale preferito Colm Meaney...



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7 agosto 2012
Campioni (cuore coraggio cervello, qui)


Questo spot (uno dei migliori delle Olimpiadi secondo Il Post) vi commuoverà



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